Ieri ho visto il concerto più bello di sempre

A un certo punto ho pensato “oddio, le hanno fatte tutte! Praticamente manca solo Muzzle e se non la fanno mi ammazzo, ma le hanno comunque fatte tutte! Quindi, anche non la facessero, potrebbe andare bene lo stesso”.
E l’ho pensato mentre annunciavano l’ultima canzone.
E poi è partita Muzzle.
Credo di essere impazzito.

Anni fa avevo fatto la classifica delle mie dieci canzoni preferite degli Smashing Pumpkins.
Ieri ne hanno fatte otto.
E poi ne hanno fatte altre ventiquattro.
Sette (otto, se contiamo l’introduzione con Mellon Collie and the Infinite Sadness) da MCATIS.
Sette da Siamese Dream.
Già così non poteva non essere oggettivamente il miglior concerto di sempre.
A tutto questo aggiungo che Corgan non ha mai cantato meglio in vita sua, che si sentiva da dio e che i visual son stati la classica ciliegina sulla torta.

È davvero difficile indicare i momenti migliori della serata perché è stato tutto perfetto, ma diciamo che durante Mayonaise e Muzzle ho dato il peggio di me non solo a livello emotivo ma anche fisico; con Zero e Bullet with butterfly wings ho rivissuto la foga di quel 24 aprile 1996 al Palatrussardi di Milano e ne sono uscito ugualmente acciaccato; e Disarm come prima canzone? Un palazzetto intero a urlare ogni singola parola; le cover! Space Oddity e Stairway to heaven da lacrime; Siva e Rhinoceros una dietro l’altra giusto per un rapido salto all’inizio di tutto, così come The Everlasting Gaze e Stand Inside Your Love accoppiate per farmi tornare in mente la gioia (effimera) del ritorno di Chamberlin in Machina; ogni brano di MCATIS e di Siamese Dream a svettare su tutto e tutti e tutte (Today! Cherub Rock! Soma, cristo dio! Soma! Thirty-Three! The impossible is possible tonight, tonight! Shakedown 1979! Adesso piango); l’altra accoppiata For Martha/To Sheila a ricordarmi che Adore è meglio di quanto pensassi al tempo (e Ava Adore lo conferma ulteriormente, ma lì era stato amore a primo ascolto anche vent’anni fa); i brani dalle colonne sonore, con una Drown che ovviamente stravince ma con The Eye e The Beginning is the End is the Beginning a fare una figura imperiale; Blew Away che insomma, che cazzo le vuoi dire?

Avevo già visto gli SP tre volte. La prima volta l’ho sempre considerata “il più bel concerto della mia vita”.
Facile, dai: avevo 18 anni, era il tour di Mellon Collie, la scaletta era stata questa qui, poteva non essere il più bel concerto della mia vita?
Poi li ho rivisti nel 2007 in Belgio: concerto abbastanza terrificante.
Poi a Bologna, nello stesso posto di ieri, nel 2008: mi era piaciuto, soprattutto perché la volta prima mi avevano fatto veramente cagare.

E poi ieri sera: ho sentito tutto il passare degli anni (più i miei che i loro, visto che oggi non posso parlare e deambulo a fatica) ma, per tre ore abbondanti, ho avuto ancora 18 anni. Non sempre un concerto è una macchina del tempo perfetta: ieri lo è stato.

I fear that I am ordinary, just like everyone.

Grazie, concerto della vita: ti porterò sempre nel cuore.

Bonus track: io che canto la canzone più bella di sempre col cuore in mano.

(Foto di copertina scattata da Carlotta Divitini – cioè, non è che sia stata lei a fare quella foto a Billy, ma è lei che ha scattato la foto al maxischermo)

1 Commento

  1. Io in lacrime per tutta la durata di Mayonaise.
    Sconvolto per la durata del concerto (le generazioni nuove e non dovrebbero solo imparare invece di fare concerti da 1 Ilda e mezza e ciao), ammaliato dalla bellezza e potenza della scaletta. Cmq
    Concordo quasi su tutto… e per quasi intendo alcuni visual e il video orrido dietro a Eye 😂

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