Dracula ed io

Dracula aspettava paziente l’arrivo dei bagagli all’aeroporto Marconi, bello, elegante nel completo acquistato a Savile Row. Era partito da Londra con la pioggia e una giornata fresca, ma il 23 agosto a Bologna potevano esserci anche trentotto gradi, o di più. Così aveva arrotolato le maniche della camicia. Sembrava fosse di moda in quel periodo hipster.

L’ultima volta che ho scritto di Morozzi avevo iniziato dicendo “Gianluca Morozzi è sicuramente il mio scrittore italiano preferito” (in realtà il mio scrittore italiano preferito è Francesco Farabegoli, ma non ha ancora scritto un libro tutto suo). Non ho cambiato idea con questa nuova fatica, pubblicata qualche giorno fa per Tea Libri: un libro che mescola alla perfezione comicità, horror splatter e un’indagine che si dipana tra piazze, portici e vicoletti di una Bologna infuocata di fine agosto, alla ricerca di un serial killer che ammazza donne al nono mese di gravidanza ma non solo.

E Dracula? Dracula indaga, con il contorno (e l’aiuto, in alcuni momenti) di personaggi che i lettori di Morozzi già conoscono molto bene: Lajos, Lobo, la Betty e l’Orrido (non voglio entrare troppo nel dettaglio dei singoli personaggi ma ci tengo a ricordare che l’Orrido ha fatto la controfigura di Bobby in Sons of Anarchy, nel caso vi servisse un’ulteriore scusa per leggere questo romanzo). Dracula, ho detto, indaga alla ricerca di un assassino che conosce bene, da molti anni, da molti secoli.

Il libro soddisferà sicuramente il lettore nerd (il protagonista possiede una fumetteria, con tutto quel che ne consegue), il lettore alla ricerca di emozioni forti (le scene splatter sono molto splatter. Avete presente Grotesque? Ecco), il lettore alla ricerca della risata facile ma mai banale (i protagonisti vivono tutti nello stesso palazzo, un po’ come se fosse “l’undicesima stagione di Friends”), l’amante dei noir e tutte quelle persone che ancora considerano gli anni ’90 il momento migliore della propria giovinezza: le citazioni si sprecano, tra Cobain, i Blur, il Corvo, il Dracula di Bram Stoker (scopriamo anche qualche aneddoto interessante su Vlad l’impalatore durante la lettura).

Ma lo sapevate che, trent’anni prima del libro di Stoker, è stato un italiano a dare alle stampe un libro intitolato “Il vampiro. Storia vera” proprio a Bologna? E lo sapevate che a Bologna c’è un circolo di vampiri a due passi dal San Petronio? Un circolo dove questi vampiri, normalmente ben inseriti nella vita cittadina, decidono di portare ospiti per far provare loro l’ebbrezza della vera trasgressione, tra morsi sul collo, cocktail più o meno sanguinolenti e strani messaggi all’ingresso.

La prima cosa è verissima, la seconda potrei averla presa dal libro di Morozzi.

C’è poco da fare: quando leggo un suo libro mi diverto sempre.
Divertitevi anche voi, ne vale la pena.

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